Cronotopie Instabili: luoghi e temporalità in tempi postumani

Terzo appuntamento del ciclo di incontri “Del farsi e del disfarsi”, un laboratorio di introduzione, esplorazione e ricerca su teorie e pratiche postumane.


ven 10 aprile ore 16:00

Cos’è lo spazio, cos’è il tempo, come ci agiscono e come li agiamo? Se non me lo chiedono sono sicur* di sapere cosa sia, ma quando devo spiegarlo…

L’incontro si apre con due termini: Cosmologia e Biografia, da intendersi come “un discorso sul mondo” e come “scrittura del vivente”. Come si fa mondo? Ma soprattutto, chi fa il mondo?

Perec, in “specie di spazi” dice che “vivere, è passare da uno spazio all’altro, cercando di non farsi troppo male” il che significa che vivere significa innanzitutto essere in uno spazio, spostarsi e agire quello spazio, ma anche non farsi troppo male. Perché farsi male? Se essere significa abitare un corpo, in primo luogo, un corpo che è carne materiale e quindi località prima, territorio originale dell’esistere, bisogna iniziare a pensare il soggetto attraverso un corpo permeabile, che viene attraversato, che è la soglia tra mondo materiale e immateriale, tra visibile e invisibile, che è frutto di relazione e intra-azione e mai dato a priori, mai delegato alla determinazione di un potere esterno. 

Così per il tempo: siamo ancora padron* del nostro tempo o abbiamo delegato l’organizzazione delle nostre giornate e delle nostre vite a geometrie astratte e imposte dall’esterno? Possiamo davvero astrarre e disincarnare il tempo e lo spazio in cui siamo e che siamo per proteggerci dalle turbolenze? Chi gestisce il caos capitalista?

Affronteremo i concetti di agency e non delega del nostro potere di vivere e fare lo spazio e il tempo. Che rapporto abbiamo con il mondo, con lo spazio, con l’ambiente? Come l’organizzazione del tempo secondo il modello di fabbrica ci ha portato a essere disincarnati e separati dal corpo e dalla passione?


Gli incontri si aprono con un cerchio di presentazione dell* partecipant* e una breve introduzione alle tematiche. Non è richiesta una preparazione pregressa perché l’obiettivo è costruire un sapere collettivo. 

Segue un momento di bibliomanzia e figure di filo dove estrarremo frammenti di testi, immagini e manufatti per attivare un cerchio aperto di discussione, reso visibile dallo scambio di un capo di filo tra le persone presenti. Il percorso nasce dalla selezione contingente dei materiali e dall’emergere di parole, pensieri, sensazioni e associazioni. Si invita a portare testi propri, insieme a fogli e taccuini per prendere appunti.

Ogni incontro si conclude con una fase laboratoriale e pratica, costruita collettivamente e diversa ogni volta: scrittura, performance, cucito saranno parte della scoperta. Invitiamo a portare e condividere idee e materiali che risuonano con i temi trattati. 

data
10/04/2026
orario
16:00
durata
3 ore