sab 10 ottobre ore 19:30
Una serra. Una mostra di creature botaniche. Dietro il vetro delle teche non ci sono piante, ma corpi.
Mostr(uos)a Botanica prende forma a partire da un’immagine: il femminile come pianta selvatica, velenosa, invasiva. Non solo il corpo non conforme, ma il femminile nelle sue forme più indocili, lunari, materne, mostruose. Ciò che storicamente è stato osservato, classificato, temuto e, per questo, contenuto.
Il pubblico entra nello spazio e si trova immerso in una mostra inattesa: sei teche illuminate, simili a quelle dei musei di storia naturale, abitate da altrettante creature ibride tra l’umano e il botanico. Ogni performer evoca un esemplare specifico di pianta selvatica, spontanea o velenosa: classificabile, per quanto non addomesticabile. Accanto ad ogni teca, un cartello riprende il linguaggio della classificazione scientifica: nome latino, famiglia, habitat, grado di pericolosità, ma tra quelle righe affiora altro: diagnosi, internamenti, parole rimosse. Inquadrando il QR code, il pubblico accede a un tentativo di traduzione che non si completa mai: frammenti, tracce, suggestioni.
Tra la freddezza della classificazione e l’indeterminabilità dei corpi si apre una frattura che attraversa tutto il lavoro. Lo spettatore non osserva a distanza: è invitato a sostare, ad avvicinarsi, a incontrare le creature da vicino. Ogni attraversamento della mostra è irripetibile, costruito nella relazione tra chi guarda e chi è guardato.
Il suono, elaborato dal vivo dai sound designer sui segnali captati dalle creature stesse, accompagna e trasforma lo spazio: inizialmente preciso, quasi clinico, nel tentativo ostinato di tradurre in qualcosa di leggibile e umano ma progressivamente si addensa, si distorce, sfugge a ogni controllo, fino a un progressivo, inevitabile crollo della struttura. La tecnologia, strumento storico di osservazione, si trasforma in dispositivo di amplificazione e di caos.
Il progetto nasce da una ricerca collettiva sul mostruoso femminile, sviluppata durante una residenza artistica dedicata al saggio Il Mostruoso Femminile di Jude Ellison Sady Doyle e a riflessioni sulla storia della patologizzazione dei corpi femminili.
organizzazione e regia Serena De Siena
performer e regia Flavia Bakiu, Alice Gera
performer Rossella Guidotti, Noemi Grasso, Claudia Perossini, Rebecca Righetti
sound design Agostino Rocca, Cecilia Pellegrini
allestimento Giulia Forlivesi
videomaker Andrea Malvaldi
creazione costumi Aurora Pozzi
Produzione Il Casale
Foto: Mostr(uos)a Botanica a serra madre, Lorenzo Burlando

- data
- 10/10/2026
- orario
- 19:30
- dove
- serra madre
- biglietti
- €12 – €15/20 con contributo il Casale
- appartiene a
- Entangled Bodies
Mostr(uos)a Botanica: un progetto in crescita
Mostr(uos)a Botanica è, ad oggi, un progetto interamente autoprodotto. Dopo il debutto sold-out di aprile, che aveva come obiettivo l’autofinanziamento per l’associazione IL CASALE, il lavoro si trova in una fase intermedia di sviluppo: la ricerca continua, e con essa la necessità di tempo, spazio e risorse per consolidarla.
Fino a questo momento, la ricerca, la messa in scena, l’indagine sonora, la scenografia e la costumistica sono stati sostenuti dal lavoro volontario e gratuito delle professioniste e dei professionisti coinvolti.
La replica del 10 ottobre è anche un’occasione concreta per sostenere questo percorso: per questo i biglietti sono proposti a prezzo differenziato. Scegliere una fascia più alta significa contribuire direttamente alla prossima fase del progetto e riconoscere, finalmente, il lavoro di chi lo ha reso possibile finora.
Mostr(uos)a Botanica è un progetto di Associazione Il Casale ETS
IL CASALE
Il Casale è un’associazione culturale ETS, fondata nel 2019 in un antico casale in pietra del 1492, immerso nel Parco di Monte Sole a Grizzana Morandi, sull’Appennino bolognese. Un luogo che si definisce “dove l’arte trova rifugio“, e che opera come collettivo orizzontale di oltre 40 persone.
Il Casale nasce con l’obiettivo di costruire una rete di sostegno e un nido culturale: uno spazio in cui l’arte possa essere coltivata come pratica viva, prolifica e nutriente, sottraendola alle logiche estrattive del mercato tradizionale dello spettacolo. Attraverso corsi di teatro, cinema, residenze artistiche per artisti emergenti e affermati, e supporto creativo a progetti scenici e musicali, il collettivo prova a immaginare un modo diverso di fare cultura: collaborativo, radicato nel territorio, capace di far germogliare percorsi artistici senza subordinarli alla sola logica del profitto.
Tra le sue iniziative principali: La Tre Giorni Festival, festival rurale di teatro contemporaneo giunto alla quinta edizione, il Bando 4ever Punk per residenze creative, e 8 personaggi in cerca d’autore workshop di cinema. Nel corso della sua storia, Il Casale ha ospitato oltre 50 eventi, più di 100 artisti in residenza e oltre 100 compagnie, intrecciando tradizione territoriale e ricerca artistica contemporanea.
