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Yoga against climate change

Pratiche di risonanza: riscrivere il significato del sensibile attraverso yoga e meditazione


dom 11 ottobre ore 10:00

Per comprendere il clima dobbiamo prima di tutto sentirlo. E non riusciamo a comprenderlo finché non troviamo una connessione con il corpo, strumento primo della percezione del mondo sensibile. Per ritrovare la connessione abbiamo bisogno del tempo per abitare nuovamente il nostro corpo, come una seconda rinascita. La saturazione dei sensi della nostra epoca, come la necessità di trovare significati in concetti stabili e non più nell’esperienza sensibile, ha portato a una crisi della percezione, manifestata ultimamente sempre di più in forma di burnout

Come se quest’ultimo fosse la crisi ecologica del nostro ecosistema interiore, dovuta in primis a una disconnessione con ciò che ci circonda che favorisce, come conseguenza, un allontanamento dal nostro sé. La crisi ecologica è anche crisi della percezione. Se non abitiamo il corpo come possiamo abitare il mondo? Urge tornare ai sensi e porci in ascolto come testimoni dell’essere (dhyana = stato di meditazione).

Il primo senso, colui che non si rivolge mai verso l’interno, neanche nello stato di pratyahara, è l’udito. L’udito ci permette effettivamente di sintonizzarsi sulle frequenze del mondo: ci ricorda che tutto ciò che vive produce vibrazione, suono. L’udito è connesso a Vishudda chakra, il chakra della comunicazione, ovvero l’espressione del sé che prende forma e significato nell’incontro con l’altro, con ciò che ci circonda, con l’universo ovvero Brahman. Oltre a farci nuovamente abitare il corpo e il momento presente, il suono è relazione, e nel suo propagarsi è trasformazione.

Hai mai ascoltato veramente? Hai mai permesso al suono di attraversarti?

La citazione della compositrice Lucia Dlugoszewski coglie nel segno: «The first concern of all music in one way or another is to shatter the indifference of hearing, the callousness of sensibility, to create that moment of solution we call poetry, our rigidity dissolved when we occur reborn — in a sense hearing for the first time». Abbiamo bisogno di risvegliare l’udito dal torpore dell’indifferenza, come se ascoltassimo per la prima volta: superando l’apatia arriviamo all’unione (yoga) con la percezione.

È necessario riscrivere il significato di sensibile: chi è sensibile ha ritrovato la capacità di meravigliarsi. Da latino sensus con terminazione -bilem, indica ciò che “è atto a comprendersi dall’anima per mezzo dei sensi, dunque sensibile è ciò che attiene al corpo-mente tutto”.

Il workshop è un invito a sentire cosa ci attraversa, cosa ci muove e cosa prende forma quando corpo, suono, creatività e relazione abitano lo stesso spazio, lo stesso corpo, lo stesso mondo sensibile.

data
11/10/2026
orario
10:00
dove
serra liberty
durata
3 ore
partecipazione
30€ scrivendo a kutir.bologna@gmail.com
lingua
italiano, inglese
appartiene a
Entangled Bodies